Ematologia: le novità che consentono ai pazienti di avere una vita migliore

2018-10-02T17:30:12+00:00 settembre 13th, 2018|Categories: Analisi di laboratorio, News|Tags: , , |

Quando si parla di ematologia

vengono in mente i vari tumori del sangue e si sa, la prevenzione e una diagnosi precoce sono fondamentali per avere più chance di guarire e condurre una vita soddisfacente. Anche se il numero dei malati di leucemia, linfoma e mieloma è in aumento, ci sono delle novità che riguardano questi pazienti. Parliamo di progressi che si verificano nella ricerca e che consentono di creare farmaci nuovi, più efficaci e di studiare terapie che sono decisamente meno tossiche, permettendo così di migliorare ed allungare la vita dei pazienti interessati dalle malattie di questo tipo.

I fattori che causano queste patologie sono ancora parzialmente sconosciuti

e per ora si sa solo che in alcuni casi c’è una predisposizione verso queste malattie, come nel caso degli afroamericani che hanno un probabilità di sviluppare il mieloma che è tre volte superiore rispetto alla popolazione caucasica, inoltre si sa che i pazienti con l’infezione gastrica da Helicobacter Pilori sono predisposti a sviluppare il linfoma gastrico, mentre il virus responsabile dell’epatite C è collegato a diversi tipi di linfoma.

In Italia ogni anno circa 32.000 persone si ammalano di un tumore al sangue e tra questi circa due terzi hanno un’età superiore ai 65 anni, numeri che sono in continua crescita visto anche il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione, ma come anticipato, le ultime ricerche hanno permesso di sviluppare terapie meno aggressive per la cura di questo genere di patologie, farmaci che hanno un’efficacia elevata ed una minore tossicità, come gli anticorpi monoclonali oppure molecole piccole che interagiscono con bersagli e meccanismi che permettono di colpire sono le cellule cancerose.

I CAR-T invece sono la nuova strategia di cura

che è stata ideata per i pazienti con tumori del sangue che sono in uno stadio molto avanzato, anche se si tratta di una cura ancora in fase di sperimentazione. Si tratta di una cura che prevede il prelievo dei linfociti T dal paziente che vengono modificati nei laboratori in maniera tale da indurli verso la produzione di un recettore in grado di riconoscere una proteina che è tipica delle cellule neoplastiche, linfociti che poi vengono somministrati al malato. In pratica si tratta di cellule che vengono addestrate affinché siano in grado di riconoscere e combattere le cellule malate, una rivoluzione in questo campo, anche se per ora, vista la tossicità rilasciata dai mediatori tossici impiegati in questo processo limita l’uso di questa cura in quanto può creare reazioni anche molto gravi nell’organismo dei malati.

Ad ogni modo, oggi gran parte dei malati possono contare su farmaci e terapie meno aggressivi, in grado di garantire ai pazienti una qualità di vita notevolmente migliore rispetto a tanti anni fa, inoltre la maggior parte dei malati oggi riescono ad avere un’aspettativa di vita molto più lunga rispetto a prima e nei laboratori di tutto il mondo la ricerca continua e sono in fase di sperimentazione diversi farmaci innovativi che hanno meno effetti collaterali e sono più efficaci.

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