HbsAb Positivo e Negativo: cosa significa?

2018-06-11T13:19:46+00:00 giugno 11th, 2018|Categories: Analisi di laboratorio, News|Tags: , , , , |

Nel nostro Laboratorio si eseguono anche test di immunometria, meglio conosciuti anche come test immunoenzimatici, analisi del sangue che servono a rilevare l’eventuale presenza di anticorpi o di antigeni. Grazie a questi test è possibile accertare un’avvenuta infezione e verificare se è ancora in corso. Analizziamone una in particolare: l’HbsAb.

Cos’è l’HbsAb ?

Con la sigla HbsAb, si indica l’Anti-HBs (anti-Hepatitis B surface), ossia l’anticorpo che ha a che fare con il virus HBV, quello dell’epatite B.

Per poter comprendere più facilmente, ma soprattutto più chiaramente il concetto di HbsAb, bisogna fare prima una breve introduzione su una patologia ad esso correlata che riguarda il fegato, purtroppo molto diffusa: stiamo parlando della famosa epatite B.

Il virus che determina l’epatite B, in gergo medico, viene chiamato HBV, un virus che può arrivare a compromettere il nostro stato di salute anche in maniera cronica, andando ad annientare quasi totalmente la funzionalità del nostro fegato.

Quando si parla di HbsAb ci si riferisce nient’altro che a quel tipo di anticorpo che il nostro organismo produce quando c’è bisogno di rispondere all’antigene che si trova sulla superficie del virus HBV, ossia l’antigene HbsAg.

Fare un esame per individuare la presenza dell’anticorpo HbsAg è molto utile per la diagnosi dell’epatite B, soprattutto perché gli altri esami di controllo non forniscono informazioni importanti sulla causa del disturbo.

Quali esami rilevano la presenza di questo anticorpo?

Questo anticorpo, quando è presente, lo si può rilevare all’interno del sangue, pertanto è necessario  sottoporsi ad un semplice prelievo ematico per individuare la sua presenza o meno.

Non sono necessarie particolari norme da rispettare come preparazione prima dell’esame, anche se potrebbe essere opportuno effettuare il prelievo a digiuno.

L’esame per individuare l’anticorpo in questione, quindi, è rilevante per la diagnosi, ma anche per monitorare l’epatite B, sia essa cronica o acuta. Per questo esame non esiste un valore di riferimento ben preciso e standard, piuttosto il risultato si presenta come positivo o negativo e non alto o basso come la maggior parte dei valori.

Nel caso in cui il risultato sia negativo, significa che l’anticorpo è assente, quindi l’organismo non sta reagendo in risposta alla presenza del virus che, a questo punto, potrebbe essere anch’esso assente.

Tuttavia, quando l’esito dell’esame è negativo, c’è il rischio che se il paziente viene a contatto con il virus HBV, il suo organismo non potrebbe rispondere nel modo più adeguato agli attacchi dell’agente esterno.

Nel caso in cui invece il test risulta positivo, significa che l’organismo possiede gli anticorpi necessari per combattere il virus dell’epatite B nel caso in cui dovesse venirci a contatto.

L’interpretazione dell’esame, però, dipende anche dallo stadio in cui si trova la patologia. Infatti, durante il periodo della guarigione, la quantità di tali anticorpi nel sangue aumenterà drasticamente.

Questo tipo di esame è indispensabile per capire se il paziente è stato esposto al virus HBV, anche se un’esposizione potrebbe essere stata causata dal vaccino per la stessa patologia. Bisogna anche ricordare, però, che una volta che il paziente è guarito allora diventerà immune ad un nuovo contagio.

I medici prescrivono gli esami per gli anticorpi e gli antigeni dell’HBV soprattutto nel momento in cui si manifestano i sintomi principali dell’epatite B, che sono principalmente:

  • Febbre
  • Sensazione di affaticamento e spossatezza
  • Perdita di appetito;
  • Ittero
  • Diarrea
  • Nausea e vomito

 

 

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